ZONA - L'OTTAVO GIOCO
Ci sono dischi che partono.
E poi ci sono dischi che ti investono mentre stai ancora cercando di capire cosa cazzo stia succedendo. Ed è esattamente quello che succede con dei vigevanesi ZONA.
Hardcore Punk con richiami metallici, rabbioso e senza freni. Un disco sporco, nervoso, vivo. Nessuna intro inutile, nessuna posa da band alternativa che vuole fare quella adulta e riflessiva. Qui si entra subito dentro un muro di chitarre abrasive, basso pulsante e batteria che pesta come se dovesse buttare fuori anni di tensione accumulata.
Ma andiamo ai pezzi.
SDN entra subito cattiva e detta le regole del gioco: correre, colpire e lasciare il segno.
“Cerco di scappare, di nuovo, da quello che non approvo” è il manifesto perfetto del brano.
AMICO FRAGILE cambia atmosfera e lascia addosso un senso amaro. Parla di illusioni, ricordi e di quel vuoto che rimane quando tutto sembra perfetto solo in superficie.
Con PRETI SENZA CROCE si entra in un futuro distorto, dove cambiano le divinità ma resta sempre il bisogno disperato di affidarsi a qualcosa per sentirsi salvati.
LO STRESS DELLA SICCITÀ è ansia pura. È il peso dei pensieri che ti divorano lentamente e la sensazione di non conoscere davvero nemmeno chi hai accanto.
DESERTO usa bene la metafora della sopravvivenza quotidiana: ostacoli mentali, fisici e sociali affrontati come una lunga camminata sotto un sole che ti consuma poco alla volta.
E poi arriva 200 ALL’ORA, uno dei pezzi più riusciti del disco. Dentro c’è malinconia, ma senza nostalgia finta. È il peso delle cose vissute male, degli errori e delle cicatrici che ti porti dietro crescendo.
Con ASMODEO tutto diventa ancora più pesante. Il riferimento al demone della lussuria e della distruzione accompagna un brano carico di rabbia e inquietudine.
La title track L’OTTAVO GIOCO è probabilmente il cuore del disco. Sembra parlare di quel momento preciso in cui finiscono le scuse e sei costretto a guardare in faccia tutto quello che hai evitato: fallimenti, paure, rabbia e rapporti che si sgretolano.
IN FONDO AL MONDO mette in guardia dal perdere sé stessi lungo la strada:
“Tira la somma su ogni tua scelta, tu vieni al cospetto del nostro giudizio”.
Chiude tutto ZONA, senza morale e senza vie d’uscita. Una traccia breve, tesa e diretta che lascia il disco sospeso in quell’atmosfera sporca e inquieta che si porta dietro dall’inizio.
In conclusione, questi trenta minuti di lasciano addosso graffi, sudore e quell’odore di sala prove che nei dischi hardcore veri conta ancora tantissimo.
Registrato presso gli Ivory Tears Music Works Studio e distribuito da SORRY MOM! ,il disco suona potente ma ancora umano, senza perdere la propria ruvidità.
E questa è probabilmente la sua forza più grande.
CONSIGLIATISSIMO.
A Cura di Burz
Tracklist:
01 - SDN
02 - AMICO FRAGILE
03 - PRETI SENZA CROCE
04 - LO STRESS DELLA SICCITà
05 - DESERTO
06 - 200 ALL'ORA
07 - ASMODEO
08 - L'OTTAVO GIOCO
09 - IN FONDO AL MONDO
10 - ZONA

