lunedì 23 febbraio 2026

HCK - HCK ALBUM

HCK (HARDCOREKIWI) - HCK ALBUM

Dalla provincia di Alessandria mi arriva questa chicca: HCK ALBUM degli HCK (all’anagrafe Hardcorekiwi).  23 minuti in cui la band ti trasporta nel suo mondo fatto di relazioni instabili e rotture, disagio esistenziale, solitudine e alienazione, nichilismo e identità frammentata.
Dopo un intro tranquillo con SABRINA, ecco che si riversa tutta la vulnerabilità di un amore tormentato e il senso di colpa; in WAITING diventa attesa inutile: “Cause I’m dead to you, the only one I know”. LAST DAY WE MET ci porta nel lato più carnale della relazione ed è molto più diretto. Chiude il cerchio LITTLE FOOL, che parla della fine e del vuoto che lascia un rapporto concluso.
Cambiano temi e toni con MY BRAND NEW MOM, che affronta ribellione adolescenziale, conflitto familiare, droghe e illegalità. Dopo il frammento FRACK, si chiude con MANKIND e KIWIMAN, dai temi di nichilismo esistenziale e paura della fine nel primo “Why are you giving a second chance to this stupid MANKIND?” e con la metafora uomo-animale come simbolo di identità nel secondo: “I’m a bird but I can’t fly”.
Che dire ragazzi? Questo album è estremamente piacevole all’ascolto, con atmosfere Punk Rock e Garage Rock, con la giusta rabbia e identità ma anche grande vulnerabilità nei testi. CONSIGLIATISSIMO!
Dal vostro Burz è tutto… Rock ’n’ Roll

A Cura di Burz


Tracklist:
01 - Sabrina
02 - Waiting
03 - Last Day We Met
04 - Little Fool
05 - My Brand New Mom
06 - Frack
07 - Mankind
08 - Kiwi Man




lunedì 16 febbraio 2026

ORMAI – Per un secondo ci siamo trovati

ORMAI – Per un secondo ci siamo trovati


Ci sono dischi che bussano. Altri che sfondano la porta con una chitarra accordata in drop nostalgia. Per un secondo ci siamo trovati, secondo lavoro degli Ormai, appartiene alla seconda categoria: undici tracce che suonano come un diario scritto con un plettro consumato e una bacchetta scheggiata.


Valerio e Simone, duo chitarra-batteria romano attivo dal 2016, arrivano da un passato post-hardcore strumentale con i Tomydeepestego. Poi la svolta: si canta, e si canta in italiano. Una scelta che non è solo linguistica ma identitaria. Perché qui le parole pesano, si incastrano tra fuzz e rullate, e restano addosso.

Il nuovo album, in uscita il 13 febbraio 2026 per V10 Records, è figlio dichiarato degli anni 90. Le ombre lunghe di Verdena, Dinosaur Jr., The Smashing Pumpkins e Ministri si sentono, ma non come citazioni da collezionisti. Piuttosto come radici che spingono sotto il cemento.

L’apertura con “Ho lasciato l’orizzonte” è un manifesto: malinconia sì, ma mai passiva. È una malinconia che cammina, che strattona, che si sporca le mani. “Slow crush” e “Ossi morti” scavano in territori più abrasivi, dove il muro sonoro diventa quasi fisico. Si percepisce il lavoro in studio con V Fisik: le chitarre non sono solo volume, sono materia.
Trentotto gradi al tramonto” e “Caligola” hanno un respiro più narrativo, mentre “Graffi di ruggine” e “1994 Ampere” suonano come fotografie bruciate ai bordi, tra memoria personale e immaginario collettivo. Il titolo stesso, Per un secondo ci siamo trovati, è una dichiarazione fragile e potentissima: l’idea che la connessione sia un lampo, ma sufficiente a illuminare tutto.
Nella parte finale del disco emergono le crepe più intime: “Non c’è il sole”, “Münchhausen” e “È solo un tango” giocano con dinamiche più sottili senza perdere tensione. La chiusura con “Ti blocco alla festa” è un piccolo cortocircuito generazionale, tra ironia e disincanto digitale.

La produzione, registrata e mixata da V Fisik all’Hombrelobo Studio di Roma e masterizzata da Riccardo Pasini allo Studio73 di Ravenna, mantiene il suono ruvido ma leggibile. Non c’è patina. Non c’è trucco. Solo due strumenti che sembrano molti di più.

Gli Ormai confermano che non è tutto metal quel che luccica. A volte basta una chitarra al limite della saturazione e una batteria che picchia come un cuore nervoso per costruire un mondo.

Per un secondo ci siamo trovati è un disco che non cerca l’eternità. Cerca l’impatto. E quando arriva, lascia il segno. 


Tracklist:

Ho lasciato l’orizzonte
Slow crush
Ossi morti
Trentotto gradi al tramonto
Caligola
Graffi di ruggine
1994 Ampere
Non c’è il sole
Münchhausen
È solo un tango
Ti blocco alla festa

lunedì 9 febbraio 2026

LEMMERDE - CATARSIADDOSSO

 LEMMERDE - CATARSIADDOSSO

Sono tornate le LEMMERDE!
Sì, intendo la band Siciliana localizzata tra Palermo e Agrigento, che mi ha adottato anni fa ufficialmente come Merda e di cui ne sono onorato!
Dopo VIOLENT POP del 2018 rieccole con CATARSIADDOSSO, album non meno violento del precedente, che già dai primi secondi ti fa capire che diamante ci troviamo tra le mani.
Intro METALLICA e DIECI RAGAZZE con gli IRON MAIDEN che ne fanno da contorno: ma di cosa stiamo parlando, signori miei? E siamo solo al primo medley / mash-up / Lemmerde style.
Nemmeno il tempo di riprendermi che partono i SYSTEM OF A DOWN e UN’EMOZIONE DA POCO! Ma perché Mauro Nardi nei Metallica che canta IL BALLO DEL QUA' QUA'? Vogliamo immaginarlo? Con le LEMMERDE si può tutto!
Si continua con CIN CIN, MALEDETTA PRIMAVERA, IL CORO DEI POMPIERI di Altrimenti ci Arrabbiamo, PEOPLE FROM IBIZA, SPREMUTA DI MINCHIA, con quel tocco di Siciliano spettacolare… E altri brani storici per un totale di 15 tracce, trasformate in modo geniale da questi fuori di cresta.
GEEEEENIO, direbbe René Ferretti!
Che dirvi su questo nuovo capolavoro? Da ascoltare obbligatoriamente! Perché perfezionare brani non è da tutti, e le LEMMERDE ci riescono benissimo. Ogni volta una grande emozione.
Quindi bando alle ciance e ascoltate CATARSIADDOSSO.
Dal vostro Burz è tutto. Rock’n’Roll

a Cura di Burz


Tracklist:
01 - Dieci Ragazze
02 - Un Emozione Da Poco
03 - Il Ballo Del Quà Quà
04 - Cin Cin
05 - Fatti Più In Là
06 - Up Patriots To Arms
07 - Maledetta Primavera
08 - Sentimento Pentimento
09 - Piccolo Fiore Dove Vai
10 - Quando i Bambini Fanno Oh
11 - Il Coro Dei Pompieri
12 - Playboy
13 - Spremuta Di Minchia
14 - Baywatch ( Feat. Livio)
15 - People From Ibiza (Feat. Kaoma Mega)






lunedì 2 febbraio 2026

MORE THAN BEFORE - TILT

 MORE THAN BEFORE - TILT

Come un pugno in faccia… ma piacevole! Avete presente? No?
Allora ascoltate TILT, il debut EP della band novarese MORE THAN BEFORE, per provare questo effetto!
Uscito a metà dicembre per MTB Records, TILT è un concentrato di Punk Rock potente, veloce e carico di adrenalina. Quattro brani che dal primo all’ultimo minuto coinvolgono l’ascoltatore con un sound graffiante e violento, cantato in inglese, con testi che denunciano i problemi che ci attanagliano ogni giorno.
Si parte fortissimo con il singolo AGAINST REALITY, che chiarisce subito cosa ci aspetta in questo viaggio: un brano rabbioso che denuncia la crisi esistenziale e sociale di una generazione intrappolata in un mondo governato da falsità e regole oppressive, dove ci viene insegnato non a migliorare, ma solo a sfruttare e apparire.
Si prosegue con MORE THAN BEFORE, il cui cuore è la rinascita personale e la voglia di riprendere in mano il proprio futuro:
YOU ARE MORE THAN BEFORE – SEI PIÙ DI PRIMA”.
Poi arriva SHUT UP AND SMILE, una critica diretta alla democrazia e alla sottomissione passiva che ci costringe, appunto, a stare zitti e sorridere.
A chiudere l’EP c’è la bomba FUCKING ITALY!, un vero e proprio grido che fotografa la drammatica situazione politico-sociale del nostro Paese: politica fallimentare, oppressione economica, perdita di dignità e di futuro. Un urlo di aiuto che si fa sempre più forte:
Italy's been enslaved. It's screaming save me! It's screaming now!

Che dire ragazzi, questo EP mi ha preso veramente tanto. Bravissimi questi ragazzi, CONSIGLIATISSIMO!
Forza ragazzi, è ora di non fermarvi e dare tutto!

Dal vostro Burz è tutto… ROCK’N’ROLL!

A Cura di Burz


Tracklist:
01 - Against Reality
02 - More Than Before
03 - Shut Up And Smile
04 - Fucking Italy





martedì 27 gennaio 2026

SAL RINELLA E LE PALLOTTOLE - A NESSUNO FREGA UN CA**O DI SAL RINELLA E LE PALLOTTOLE

SAL RINELLA E LE PALLOTTOLE - A NESSUNO FREGA UN CA**O DI SAL RINELLA E LE PALLOTTOLE

Ed eccola qui!
Con un po’ di ritardo, ma finalmente arriva la recensione dell’EP di Sal Rinella e le Pallottole!
Piccola premessa personale: A Nessuno Frega un Ca**o di Sal Rinella e le Pallottole mi ha accompagnato in questi mesi — come d’altronde tutta la musica che Sal produce — e ogni volta che arriva su WhatsApp il classico messaggio con il suo “BUUUUUUUUURZ”, so già che ci sono buone notizie per me!
Siamo a metà ottobre, quando finalmente è disponibile per tutti il nuovo EP: sei brani accompagnati da vari ospiti di puro punk rock, con un sound rinnovato ma con i classici testi taglienti e diretti di chi denuncia, vive e suona la quotidianità del conto che questo mondo ci presenta.
In meno di venti minuti ti dice quello che deve dirti e poi sparisce — come è giusto che sia — senza appello, ma lasciando una finestra aperta sul futuro.
Sei brani che si adattano perfettamente allo stile e agli ospiti che vi partecipano: come la prima traccia “Sincope 2” con Maurizio degli RFC, o “Usati e Riciclati” con Sara degli Useless 4.
Brani che mettono a nudo l’anima come “Il Cuore Scoppia” e “Tornerà e Passerà”, mentre “Mezz’ora, ma non di più”, oltre a essere il singolo che ha anticipato l’EP, è uno dei miei preferiti.
Il tutto si chiude con “Centro del Margine”, che — come dichiara Sal — racconta la storia del suo amico Formy (collega nei The Rubber Room, ndr).
In conclusione, A Nessuno Frega un Ca**o di Sal Rinella e le Pallottole è un EP vero e puro, cosa che oggi significa molto.
E no, non è vero che a nessuno frega di Sal e delle Pallottole… perché a noi (e a me, soprattutto) frega eccome!
Dai SAAAAAAAL!

A Cura di Burz

Tracklist:
01 - Sincope 2 (Feat. Maurizio Affuso degli RFC)
02 - Usati e Riciclati (Feat. Sara Useless4)
03 - Mezz'ora,Ma Non Di Più )Feat. Andrew Boy)
04 - Il Cuore Scoppia (Feat. Zarvo)
05 - Tornerà e Passerà
06 - Centro Del Margine





giovedì 22 gennaio 2026

JOANNA – “D!SNEY PUNK IS NOT DEAD, Vol.1”

JOANNA – “D!SNEY PUNK IS NOT DEAD, Vol.1”


C’è chi con l’infanzia ci ha fatto pace e chi invece l’ha presa, distorta e rimessa sul piatto a volume indecente. 

I JOANNA appartengono senza dubbio alla seconda categoria e con “D!SNEY PUNK IS NOT DEAD, Vol.1” firmano un nuovo capitolo del loro universo Disney Punk Rock, colorato, irriverente e sorprendentemente efficace.

Questo nuovo EP, uscito il 9 maggio 2025 su tutte le piattaforme digitali e anche in formato fisico (CD e musicassetta colorata), è un vero e proprio manifesto d’intenti: il punk può essere pop, nostalgico, emotivo e allo stesso tempo divertente senza perdere credibilità. Anzi, qui la formula funziona proprio perché i JOANNA credono fino in fondo nel loro crossover tra immaginario Disney e attitudine punk.

Il sound vira con decisione verso coordinate pop punk ed emo, richiamando nomi come New Found Glory, Simple Plan, Sum 41 e Neck Deep, con ritornelli immediati, chitarre brillanti e un’energia che non lascia spazio a tempi morti. 

Il concept di questo Vol.1 è chiarissimo: protagoniste sono le Disney Princesses, rilette con ironia, romanticismo e una buona dose di disincanto punk.
Spicca il singolo “IL MONDO È MIO”, arricchito dalla presenza di LaVaLend, cantante e strega cantastorie del mondo nerd & fantasy italiano, che aggiunge un ulteriore livello narrativo e rafforza l’identità “fantasy punk” della band. 
Il risultato è un brano che unisce immaginario fiabesco e rabbia emotiva, senza mai risultare stucchevole.

La produzione è solida e curata: l’EP è stato registrato agli Audio Container Room da Roberto Proietti Cignitti, mixato e masterizzato da Luca Incerti, mentre l’artwork originale firmato da Teo Eustass Paolicelli completa il pacchetto con uno stile visivo perfettamente in linea con il progetto.

“D!SNEY PUNK IS NOT DEAD, Vol.1” è una giostra che gira veloce, fatta di melodie catchy, nostalgia millennial e cuore punk. I JOANNA non stanno giocando: stanno costruendo un mondo coerente, riconoscibile e sempre più personale.

Tracklist:

1) I COLORI DEL VENTO  
2) PARTE DEL TUO MONDO 
3) IL MONDO È MIO 
4) OLTRE L’ORIZZONTE 
5) POSSO FARCELA 

Ascolta 

lunedì 5 gennaio 2026

Maneaters – Crave

Maneaters – Crave

L’EP Crave delle Maneaters è una scarica di energia rock che trascina l’ascoltatore in una corsa selvaggia dove grunge, punk e indie-rock si scontrano senza compromessi. Il trio mette subito in chiaro le proprie intenzioni: suono diretto, ruvido, viscerale, che non cerca scorciatoie né ammiccamenti, ma punta tutto sull’impatto e sull’urgenza espressiva. Le chitarre sono affilate e nervose, la sezione ritmica spinge con decisione e la voce guida i brani con un’attitudine che alterna rabbia, tensione e momenti più introspettivi, mantenendo sempre alta l’intensità.
Crave funziona come un blocco compatto, in cui ogni brano contribuisce a costruire un’identità precisa senza spezzare il flusso dell’ascolto. Si percepisce una forte coesione tra le tracce, legate da un mood inquieto e istintivo che richiama l’attitudine del rock alternativo anni ’90, ma riletto con una sensibilità attuale. La produzione è pulita quanto basta per valorizzare i dettagli, senza smussare gli spigoli: l’EP conserva infatti un’anima sporca e genuina, che rende ogni pezzo credibile e vivo.
Nel complesso, Crave è un lavoro breve ma denso, capace di lasciare il segno e di presentare le Maneaters come una band consapevole della propria direzione artistica. Un ascolto consigliato a chi cerca rock senza fronzoli, carico di tensione emotiva e con un’attitudine autentica, più interessata a colpire allo stomaco che a piacere a tutti i costi.

Tracklist 

Superficial Super Baby
74
Spaces
Once Upon a Lie
Sore
Crave

Ascolta Crave

domenica 4 gennaio 2026

THE MALVOS – In the Mood

THE MALVOS – In the Mood


Con In the Mood i The Malvos confermano di sapere come si suona punk rock senza fronzoli ma con personalità. Undici brani, poco meno di mezz’ora, e un’attitudine che pesca a piene mani dal ramonescore, dall’horror punk e dal rock’n’roll più diretto, senza scadere nella caricatura nostalgica.
Il disco corre veloce, compatto, pensato chiaramente per il palco: riff semplici ma efficaci, ritmiche martellanti e un cantato che punta dritto allo stomaco. La band gioca bene con i riferimenti classici, ma riesce anche a sorprendere, come nella riuscita rilettura punk di “Self Control”, trasformata in un anthem sporco e irriverente.
In the Mood è un album che non promette rivoluzioni, ma mantiene tutto quello che promette: energia, coerenza e puro spirito punk.

Tracklist
In the Mood
Don’t Wanna Know
Nightmares
Dead End Street
Self Control
Bad Taste
No Future Tonight
Monster Love
Cheap Thrills
Runaway Brain
Last Call

Ascolta In The Mood