giovedì 23 gennaio 2020

SPAVENTAPASSERE - ...ADDOSSO O CONTRO

SPAVENTAPASSERE - ...ADDOSSO O CONTRO

Che dire?, questa band già la conoscevo dato che custodisco gelosamente una copia del loro cd “L’IMPORTANTE E’ SBORRARE”, ascoltato ininterrottamente per mesi nella mia macchina. Inizio con curiosità l’ascolto e dalla prima traccia intro, che mi strappa immediatamente un sorriso, capisco già quello che mi aspetterà. L’Album inizia con delle tracce molto orecchiabili, in cui le chitarre , il basso e la batteria si districano in un Punk Rock / Hardcore Melodico ben costruito con arrangiamenti strumentali e vocali ben pensati. Le tematiche trattate riprendono il filone dell’album precedente, ho adorato da subito, al primo ascolto, le canzoni SBORRIAMO SUI TRENI, TEXAS TORNADO che mi fatto tornare in mente il Wrestling anni '80 e ADDOSSO o CONTRO con un assolo di chitarra fantastico che strizza l’occhio a Chuck Berry.
L’album fila lisco fino all’ultima canzone, non ci si rende conto che è già finito e viene immediatamente voglia di ascoltarlo una seconda volta.
I ragazzi da Cesena non sbagliano un colpo, complimenti e avanti cosi, UN POLLICE IN SU'.

A cura di Sura


Tracklist:

01 - Poz
02 - Masturbation
03 - Sborriamo sui Treni
04 - Tegame incustodito
05 - Silos di Sperma
06 - Daniele Bossari
07 - Peti e Tortelli
08 - Texas Tornado
09 - Contro o Addosso (Sborrare)
10 - Cameo
11 - Van Der Paster
12 - O' Un Bernoccolo Nel Cazzo


sabato 29 dicembre 2018

ANALFAPETI - ANALBUM

ANALFAPETI - ANALBUM (2018)

"Benvenuti all'inferno / questo è il nostro show / condannati dal padre eterno / per sesso, droga e rock 'n roll"

Nel loro disco d'esordio gli Analfapeti si presentano così, giusto per chiarire le cose.
Sono sincero, ero pronto al peggio. Con il gioco di parole del nome temevo di trovarmi di fronte ad una band demenziale, un genere che mal sopporto.
Fortunatamente mi sono dovuto ricredere. "Analbum" è un disco punk-rock, suonato da gente che il punk rock lo sa fare.

L'intro strumentale che apre l'album denota certamente pazzia, che velocemente peró lascia spazio alla prima canzone dell'album: "Benvenuti all'inferno" e si capisce subito che la banda veneta fa sul serio.
Non c'è modo migliore per cominciare, un bel pezzo dove si capisce subito come il punto di forza degli Analfapeti siano i ritornelli coinvolgenti.
Gli Analfapeti dimostrano di destreggiarsi bene anche quando si affacciano nei territori dello ska-punk, come dimostra il secondo pezzo "Ragazza a-sociale". Il terzo invece è un rock 'n roll tiratissimo che ricorda molto lo stile dei Gerson.

"I Clash che conosco sono quelli di strummer"

I testi degli Analfapeti sono molto espliciti, con qualche riferimento personale, ma sono le critiche sociali che la fanno da padrone come è giusto che sia quando si fa punk-rock. E ce n'è per tutti: ragazzine ossessionate dai social, preti pedofili, gente responsabile di un sistema di sfruttamento, fighetti milanesi, chi suona musica di dubbio gusto (il termine "merda" forse rende meglio l'idea).
Tra i pezzi che ho apprezzato di più ci sono "L'amica", un classico tema adolescenziale ma con un ritornello che ti rimbalza in testa, e "Candyland Italia", dalle sonorità molto anni 90, quasi hardcore.

“In questa nuova realtà / il cannibalismo sociale / vede un uomo al potere / e noi schiavi a lavorare”

Piccola curiosità: il pezzo “Padre merluzzo” vanta la collaborazione con Nicoló degli Scacciapensieri, nonostante ció a mio parere non rientra tra le migliori canzoni del disco. Un album che tuttavia dimostra una buona capacità compositiva. L'unico appunto riguarda i cori, forse insufficienti a volte nel sostenere la voce principale.

Gli Analfapeti sfornano un disco di gran livello, considerato che stiamo parlando di un gruppo emergente. Un disco punk-rock registrato in buona qualità e con brani orecchiabili, che come spesso accade ha bisogno di più di un ascolto per essere apprezzato a pieno.
Consigliato! Avanti così ragazzi!

Tracklist:

1.    Intro
2.    Benvenuti all'inferno
3.    Ragazza (a)sociale
4.    Analfapeti
5.    L’amica
6.    Padre Merluzzo
7.    Fine della farsa
8.    Candyland Italia
9.    Milano
10.  Dario 73
11.  Odio il regghetton
12.  Sogno la decadenza
13.  Gatto randagio


Recensione a cura di Lanner







sabato 8 febbraio 2014

NH3 - RISE UP

NH3 - RISE UP

Due album e un EP in vinile alle spalle, l'esperienza di 11 anni di concerti alle spalle, un'estate e una primavera a girar l'Europa. 

Questo il bagaglio con cui gli NH3 entrano in studio per registrare "RISE UP". 
Un eccellente modo di presentarsi a chi non lo conosce ancora è il pack del cd. 
Una copertina che non lascia spazio ad equivoci, l'attaccamento alla strada, alle storie di periferia, ai colori che emergono dai muri e dall'asfalto, ragazzi senza fronzoli che puntano al nocciolo delle questioni. 
Un Sing along apre il cd sfuma e già la prima traccia arriva come un pugno in faccia dritta a chi l'ascolta. 
I 7 ragazzi di Pesaro a colpi di punk/hardcore mettono in guardia: Questo è soltanto l'inizio. 
Il dosaggio fra Hardcore e Ska (combat, sporco e ribelle) riesce a far capire subito le tonalità che assumerà l'album. il singolo in uscita già da qualche mese e accompagnato da un video (tra l'altro davvero notevole) è un inno contro il razzismo cantato a più voci e impreziosito dalla presenza di due esponente di spicco del panorama combat Europe (Enrico dei Los Fastidios e Ale dei Redska). Una bomba punk che davvero ha il sapore della poesia (liriche talvolta semplici e diretta talvolta davvero ricche di "poesia" e della strada. 
Giri di fiati non troppo complessi ma che fanno muovere e che arrivano come e dove devono arrivare. La denunzia all'omofobia è uno strizzare l'occhio allo ska 2tone e al reggae. 
Cori e rift che fanno dell'entusiasmo una bandiera per la denuncia di argomento così scomodo. 
Il calcare palchi di centri sociali porta gli NH3 a scrivere vento resistente in cui possiamo trovare la voce di Dema dei Talco (band a cui il combo pesarese ha aperto i concerti nelle ultime date del tour tedesco). 
L'album prosegue su questa linea, Punk, Hardcore e Ska in un'alternarsi davvero completo. 
Ultima parte dell'album in cui forse manca una canzone da "SCEGLIERE" ma davvero ottima. 
La finezza della citazione anche grande Bob Marley sul finale dell'ultima traccia, la cover di Police On My Back e le tastiere del Veggente (Redska) impreziosiscono un album assolutamente coerente, cattivo e diretto in cui le esperienze e la voglia di risorgere viene urlato dall'inizio alla fine senza compromessi ne mezze misure. 
In mezzo a copertine satinate, in mezzo a tante band che mutano in base alle mode, questi 7 ragazzi di Pesaro riescono a portare la rabbia della strada, l'entusiasmo delle gradinate (da sempre legati al calcio popolare) e il valore dei loro ideali in musica. 
Strada trovata e un'altra ottima produzione targata One Step Records
Un album da avere.

A cura di AYNIP


Tracklist:

01 - La Nostra Voce
02 - Soltanto l'Inizio
03 - Against Racism (con Los Fastidios e Redska)
04 - Rude Love (con Redska)
05 - Vento Resistente (con Talco)
06 - Fuck Modern Football
07 - Solo I Pompieri
08 - Per Un Futuro Diverso (con Redska)
09 - Rimango Qui
10 - Coerenza
11 - Malcom X
12 - Senza Ritegno
13 - Police On My Back (Cover)


martedì 24 dicembre 2013

MEFITICA - DALLA TRIADE SOTTERRANEA (DEMO)

Nati dalle ceneri degli Adirata, i Mefitica sono una triade Harcore/Crust/Grind con tematiche "necrosplatter".
Il disco che stò per recensire è il loro primo demo e si intitolo "Dalla Triade Sotteranea" la cui copertina ritrae i membri della band in una veste grafica simile a un albo di "Dylan Dog".
Il Demo comincia con "Gas Mefitico" che propone un breve intro con sonorità lente per poi sfociare nel devasto tipico del genere.
Il pezzo convince subito al primo ascolto grazie a una batteria spacca-ossa, suono marcio e aggressivo e alla demoniaca voce di Pam.
"Gas mefitico" termina con un outro che sembra portare l'ascoltatore direttamente tra i vampiri dei carpazi.
Subito dopo inizia EGF: traccia senza fronzoli che inzia subito bella tirata con parti vocali leggermente più "pulite" rispetto alla traccia precedente.
Il motivo di questa scelta potrebbe potrebbe essere ricercato nelle tematiche del pezzo: questa canzone non è prettamente splatter ma è "di denuncia" ed è quindi necessario che il messaggio sia un pò più comprensibile.
Nella terza traccia, intitolata "Nel marciume", assistiamo a un cambio di voce: Antonio diventa la voce principale e Pam passa ai cori. Il pezzo è davvero interessante perchè utilizza termini prettamente splatter ma parla di argomento molto serio: un occhio che guarda compiaciuto il risultato della sua guerra pilotata per portarci verso il nuovo ordine mondiale.
"Spellata viva" riprende le sonorità e le tematiche della prima traccia. Invece "Suicidium" descrive, per l'appunto, un suicidio e alterna sapientemente la voce di Antonio con quella di Pam. In questo pezzo è davvero massacrante la batteria sopratutto verso la fine dove c'è un buon cambio di tempi eseguito con un precisione quasi chirurgica.
Per qualche assurdo motivo, il pezzo mi ha ricordato il suicidio di "Dead" della famosissima band black metal Mayhem.
Sangue di latte è l'ultimo pezzo di cui non ho molto da dire se non le cose positive già dette per "Gas Mefitico" e "Spellata vita".
Il disco è davvero bello e dà nuova linfa vitale ad un genere che ne ha davvero bisogno.
Auguro ai Mefitica buona fortuna e spero di vederli live da queste parti il più presto possibile.

-Friz-
Qui potete ascoltare l'album: https://soundcloud.com/mefitica

domenica 10 novembre 2013

SQUALO - IL POPOLO DEL NULLA

Gli Squalo, quattro ragazzi pugliesi con grinta e rabbia da vendere, un combo che riesce a comprimere ogni tipo di influenza "brutta e cattiva" in un album denso di adrenalina. "Il popolo del nulla", infatti, è un insieme di tracce senza pause. Speed rock, qualche influenza metal ma al 90% un album ispirato al più classico punk/hardcore. Distorto, stepdown, voce incazzata che riesce ad evitare lo screamo e rende piacevole l'ascolto delle liriche. Se vogliamo trovarci una somiglianza, azzarderei, proprio per il loro lontano accostamento al metal, ai Suicidal tendencies. Un buon lavoro e un buon progetto che ha ancora bisogno sicuramente di crescere e fare esperienza ma che nel complesso riesce a stare tranquillamente nella scena.

-Simo-


martedì 29 ottobre 2013

DEVASTED - HOPELESS

Pochi fronzoli, volume a spranga, voglia di urlare e una grandissima attitudine. Tutto questo è racchiuso in "Hopeless" il nuovo disco dei Parmigiani Devasted. Sulla scena da ormai 10 anni e con alle spalle tour europei e italiani, la band emiliana sfoggia un punk/hardcore veramente di spessore. Ritmiche graffianti e potenti si rincorrono per tutto l'album , lasciando di tanto in tanto spazio a qualche pezzo più scanzonato che aiuta a dare respiro all'intero album. Un disco martellante suonato veramente bene e con la giusta carica e che conferma più di altre volte che la semplicità del punk da sfogo ad un impatto e ad una violenza tipica di chi vive la "strada" nel modo giusto. Le influenze sono tante, dall'hardcore anni '90 ai mostri sacri del punk '77 il tutto miscelato con la freschezza e la contemporaneità dei giorni nostri. Un disco sicuramente da avere, un album che aiuta a sfogare e che nella sua semplicità riesce a non suonare mai banale.

-Simo-


martedì 15 ottobre 2013

BANKROBBERS - FOLGEN

Usciamo per un attimo dal punk e dal mondo della distorsione per mettere piede tra ritmiche ska e "mood" reggae e rocksteady. Lo facciamo presentandovi il nuovo lavoro dei Lucchesi Bankrobbers (una produzione One Step Records), attivi ormai da anni e al loro secondo album in studio. "Folgen", questo il titolo dell'album, suona su motivi ska 2tone d'oltremanica strizzando l'occhio diverse volte a tempi reggae e rocksteady sempre supportati da giri di fiati piuttosto semplici ma efficaci. La linea vocale leggermente "roca" colora il tutto. La crescita tecnica dei Bankrobbers rispetto al vecchio disco è notevole anche se a tratti ancora un pò stentata. Coinvolgenti e frenetici un paio di brani (tra qui quello dedicato a Joe strummer). Quando la band toscana decide di cantare in Italiano cade, invece, nella banalità e perde quella spontaneità tipica, ad esempio, dei loro live.
Un album, Folgen, che si lascia ascoltare facilmente e, di tanto in tanto, vi darà anche il coraggio di ballare e tenere il tempo.

Simo

venerdì 4 ottobre 2013

FENNEK - TUTTO QUEL CHE RESTA

Che la scena Hardcore in Italia abbia avuto un declino è cosa piuttosto certa.
Chi da anni ne fa parte però riesce a dire la sua senza sfigurare di fronte ai mostri sacri d'oltreoceano e del resto d'Europa.
Attrito, Congegno, KKK, Plakkaggio Hc ne sono la riprova ma potrei citarne altrettanti.
Questa premessa per dire che fa davvero piacere ricevere album di gruppi che cercano di seguire questa attitudine riuscendo a prenderne l'essenza e a farla sua.
I brindisini Fennek, ad un anno e mezzo dal loro inizio propongono un Mini album (5 pezzi) che riesce ad esprimere la carica giusta per potersi, magari in futuro, mettere sulle stesso piano dei nomi sopracitati.
Certo ancora è presto, liriche più taglienti e un ritmo più forsennato, a tratti, aiuterebbero ma come debut album non possiamo che fare un applauso ai Fennek.


-Simo.




sabato 16 marzo 2013

COMPAGNI DI MERENDE - EST MODUS IN REBUS

Entroterra pesarese, tre ragazzi con la passione per il punk e per l'hardcore. La voglia di suonare, l'amicizia e la capacità di non prendersi mai troppo sul serio. Tutto questo sono i Compagni di merende che escono con il loro primo lavoro interamente autoprodotto. Est Modus in Rebus é un album semplice, di facile ascolto ma non per questo senza buone idee, non per questo privo di una musicalità, forse acerba ma affatto scontata. I tre ragazzi devono crescere, devono migliorare l'inglese e distaccarsi da qualche stereotipo ancora troppo "blinkniano". Aldilà di questo, l'album suona e suona davvero bene. Buona la base e il tiro che la batteria riesce a dare per tutto l'album, buoni i giri di chitarra che si lasciano andare anche in qualche rift di buona fattura. Liriche che passano da spunti introspettivi alla pura voglia di raccontare un'età che non tornerà. Diamogli tempo, la stoffa c'è, se non cadono nello scontato potranno dire ancora molto!

-Simo-



DISORDINE - BASTA IL PENSIERO

Torna il trio "lacustre". Direttamente dal Lago D'Iseo tornano, con "Basta il Pensiero", i Disordine, al loro terzo album in studio. Una crescita continua li ha portati a macinare e masticare punk e hardcore della vecchia scuola fin dai primi passi. Li ritroviamo oggi con questo nuovo album decisamente maturo sia nella musica che nei testi. Le influenze sono tante ma ben amalgamate fra le tracce dell'album. Un punk sincero e diretto, riflessivo e mai troppo veloce. Si va dai pezzi più classici dell'hardcore italiano con giri tipici di gruppi come Attrito o sottopressione fino alle cadenze del punk/rock old school di scuola newyorkese. Sick of it all in primis. Voce profonde e diretta che da fiato a liriche impegnate ed introspettive. Un album interamente autoprodotto e succo del sudore della band che riesce a trasmettere lo spirito DO IT YOURSELF che da sempre la contraddistingue. Una band decisamente da seguire nella sua sincerità e nelle coerenza che fa da filo conduttore alla propria storia. Niente di nuove sul fronte? Può essere. Ma è davvero importante quando le cose sono fatte bene?

-Simo-


venerdì 8 marzo 2013

30 MILES - THE SMILES OF RAGE & PARANOIA

Complessivamente un bel lavoro quello del trio fiorentino dei 30 MILES.
Un album che racchiude hardcore, punk rock semplice e diretto e qualche giro tipico del metalcore.
A tratti sfiorano il paragone coi My Chemical Romance nei loro pezzi più forti e veloci.
Un album suonato con una bella spinta non supportata a dovere però da una linea vocale troppe volte fuori dal contesto della canzone.
La sensazione è che di gruppi come i 30 Miles ce ne siano davvero tanti, se in grado però di rinnovarsi e di aggiungerci ancora un pò "del loro" non sfigureranno di certo all'interno di questa grande scena.

-Simo-



LENNON KELLY - S/T

Eccomi a recensire il primo lavoro in studio dei romagnoli Lennon Kelly.
La loro storia parla di un passato da punk/rocker tramutatosi,lungo la strada verso l'Irlanda, in un'accozzaglia di folk e pub dall'odore di birra e legno bagnato.
Entusiasmo che si mischia alla tipica euforia d'oltre manica: I Lennon kelly riescono dalle rive dell'adriatico a tramutare le loro esperienze di vita in racconti dalle liriche tipiche del folk irlandese. Niente da invidiare a gruppi della scena più affermati. Solo un pò di esperienza in più e una registrazione che renda giustizia alla bolgia che riescono ad esprimere durante i live.
Un album suonato con precisione e cura, un album curato nelle melodie che se aggiustato nelle dinamiche può davvero esplodere in faccia.
Pezzi tirati si mischiano bellissime ballate tra mandolini e rift di violino davvero sognanti.
Testi mai troppo scontati e la romagna nel cuore.
Un bel combo quello dei Lennon Kelly, sicuramente da seguire. Magari con una bella pinta di birra in mano.

-Simo-

 http://www.lennonkelly.com


lunedì 14 gennaio 2013

DUFF - CI SONO GENTE CHE NON STANNO BENE

Tornano i Duff e lo fanno con un album che si candida tra le migliori uscite del 2012.
Tornano i Duff che ci avevano lasciato con dei lavori davvero di spessore e ce ne consegnano uno in cui hanno raggiunto il pieno della maturazione, in cui potenza e melodia si mischiano alla perfezione. Un album dissacrante e tremendamento serio e riflessivo, un album che porta a sorridere al primo ascolto e riflettere, non poco, agli ascolti successivi.
Da quasi quindici anni sulla strada non hanno mai nascosto l'amore per il punk/rock e l'hardcore di fattura americana e, se negli anni passati l'unica pecca che gli si poteva riscontrare fosse quella di ripercorrere troppe le tracce di gruppi già affermati (molto vicine le sonorità dei NOFX), con Tallone da Killer e questo ultimo lavoro, possiamo tranquillamente affermare che il combo calabrese ha trovato il suo sound. 
Un sound contaminato da tantissime influenze (dallo ska più scanzonato, al reggae) in cui le liriche di voce non calano mai d'intensità e non tradiscono mai l'aspettative di una linea melodica che va a sposarsi benissimo tra rift di chitarra e una sezione ritmica davvero notevole. 
Una bella spolverata al caro vecchio hardcore anni '90, una lettura in chiave moderna grazie a testi d'attualità e ad una potenza dei suoni che ne fa una produzione davvero di qualità. 
Da quindi anni punk rockers, vecchi romantici che non smettono di dimostrare che il genere non è affatto morto anzi...può dare ed insegnare a tanti. 
Complimenti sinceri ai Duff quindi, disco consigliatissimo, capace di introspezione e spensieratezza, uno stile che non può deludere. 

-Simo-





mercoledì 5 dicembre 2012

IDOL LIPS - SCENE REPULISTI

Finalmente un album che prende spunto dalla scena americana punk di fine anni anni 70. I quattro ragazzi di Ceccano infatti, riescono a ricreare l'atmosfera della New York glam rock che si trascina ancora le influenza inglese della prima ondata punk vero e propria scoppiata nella Londra dei Sex Pistols. Un album carico di adrenalina, privo di rabbia ma carico di energia e divertimento. Un album irriverente, ben scritto e ben arrangiato. Scene Ripulisti viene suonato al limite tra il distorto e il crunch, un ottimo compromesso fra riverberi crea quel sound graffiante e ricco di alti che da all'album il tipico timbro punk, ricordando, a chi lo ascolta, buzzcocks e band affini. Ottime le linee vocali. Davvero un bell'album per il combo laziale. Un album sicuramente da provare.

-Simo-


martedì 27 novembre 2012

FFD - ANTIFA RIOT


La bomba è stata innescata, gli FFD festeggiano i loro vent'anni di storia con un album di incredibile impatto, rabbia e militanza politica. Un punk rock diretto, che non lascia scampo, un punk rock ricco di distorto, ricco di influenze roots. Non mancano infatti tracce e giri di chitarra in levare. Northern soul, un accenno di twist e, in lontananza, sonorità che ripercorrono le tracce dei Clash. Un album dosato su queste sfumature in modo veramente magistrale. Vent'anni di esperienza non sono pochi, vent'anni di militanza non possono che farsi sentire in liriche cariche di rivolta, cariche di voglia di reagire al fianco del movimento antifascista italiano. Antifa riot esprime il suo schieramento fin dal titolo, sing along e ritornelli urlati a gran voce non fanno che enfatizzare il lato impegnato degli FFD. Un album che consiglio vivamente a chi ha voglia di urlare e divertirsi, un album che potrebbe risvegliare la voglia di rivolta di molti di voi, un album che con un sound potente non lascia spazio a dubbi. Gli FFD ci sono, incazzati, scanzonati e con l'incredibile voglia di fare ancora tanta strada. Come dire...vent'anni e non sentirli!

-Simo-

venerdì 16 novembre 2012

PRETI PEDOFILI - FAUST

Il trio di Foggia propone uno stoner grottesco, dissacrante che sperimenta e che non ha paura di mostrarsi nel più lugubre aspetto dell'esistenza. Le tracce si susseguono come fosse una lunghissima canzone, sonorità psicadeliche si rincorrono tra suoni lenti e talmente introspettivi da sfiorare l'oscuro. Un album sicuramente suonato bene, sicuramente, però, destinato a pochi. Un album difficile da capire che mescola testi dissacranti e dalla tinte di "massimo volume" o "teatro degli orrori" musiche che sembrano provenire dalle segrete di una cattedrale. Un applauso per la sperimentazione per il resto consiglio l'ascolto a qualche temerario che ha voglia di cimentarsi in diversi minuti di tetro riflessivo parlare.

-Simo-

giovedì 18 ottobre 2012

THE SICKLE - GET BIGGER LAST LONGER

Veramente un gran bell'album quello dei Padovani The Sickle. Fin dalle prime tracce, si sente il tiro e l'energia che la band riesce a sprigionare. Un buon rock, di stampo tipicamente americano, pezzi tirati intervallati da qualche bella ballata melodica. Una voce interessante che spicca su una base musicale mai troppo complicata ma sempre di buon supporto a linee melodiche che, anche se già sentite, funzionano davvero bene. Per gli amanti quindi di band quali Jimmy eat world, american hi-fi ecc sarà un album sicuramente da avere, per tutti gli altri perchè non provare e lasciarsi andare ad un album di facile ascolto come Get Bigger Last Longer?

-Simo-

http://www.facebook.com/pages/The-Sickle/191482857552077?ref=ts&sk=app_2405167945

sabato 29 settembre 2012

GRETEL'S REVENGE - RAT DOLLS & REAL CATS

Avete presente quell'atmosfera trascinante e suadente degli anni '80?
Provate ad ascoltare l'album di questo bel combo di Rovigo e capirete di cosa sto parlando.
Un sound trascinato, distorto ma sempre morbido che sembra non esplodere mai, incalzante e avvolgente.
Un sound che ricorda i tempi in cui i Sonic Youth la facevano da padrone, tempi in cui il movimento delle riot grrrl stava tirando fuori gli artigli per venire a galla. Una buona base musicale quindi impreziosita da una voce davvero ottima, belle linee vocali con accenni di interpretazione che, se approfonditi, potrebbero essere davvero il punto forte della band.
Difetti? Penso che Rat dolls & Real cats, suonato con un pò più di grinta, accompagnato da una registrazione migliore potrebbe essere davvero un album che può fare la differenza.

-Simo-

Ascolta RAT DOLLS & REAL CATS da qui: http://www.reverbnation.com/artist/artist_songs/1365776

sabato 22 settembre 2012

TEENAGE GLUESNIFFERS - CHINESE DEMOGRAPHY

Punk/Rock semplice, diretto e melodico. Ecco cosa offre il trio milanese col nuovo lavoro "Chinese Demography". Ritmiche non troppo frenetiche ma ben suonate, un bel tappeto di distorto a far da sottofondo a rift di chitarra stile Green Day. Liriche cantate con buone melodie che si incastrano davvero bene con la musica. Niente di eccelso o niente di nuovo? Può essere ma Chinese demography è un album da ascoltare tutto d'un fiato senza troppi pensieri per la testa. Un album di facile e piacevole ascolto che non deluderà le attese di chi ha il punk/rock nel sangue.

-Simo-




OUTTA PEAK - NEVER FORGET, NEVER REGRET

Never forget, never regret è un album ricco di buone idee, alcune ben sviluppate altre ancora in fase di incubazione. Gli Outta peak percorrono piuttosto bene il filone melodico di quello che in tanti, forse troppi chiamano pop/punk. La band mette in mostra un lato molto "sentimantale" nei testi cantanti in un inglese da migliorare. Musicalmente, come detto in precedenza, la band pur non facendo virtuosismi (e chi lo ha detto che è sempre necessario?) riesce a tirar fuori delle ritmiche valide su cui poter lavorare. Gli amanti del genere sicuramente apprezzeranno un album sincero che vede pezzi tirati alternarsi a brani più tranquilli, un album che nel complesso suona bene seppur abbiamo bisogno di qualche miglioria.

-Simo-

LINEA - REVOLUZIONADO

Un'istantanea del nostro paese, un'istantanea dai contorni ingialliti che riescono a dare quel tocco di malinconia e battaglia e che aiuta a rendere rivoluzionaria la visuale che i linea propongono in "Revoluzionado". Il combat-rock, che la fa da padrone in questo quarto lavoro in studio della abdn, segue perfettamente i binari che i Linea hanno steso in passato sulla propria strada. Rispetto agli album precedenti in Revoluzionado i toni appaiono più accesi, forse caricati dall'intensità della voce di Roby Laghi (EX atarassia grop) che graffia e trasuda passione. Un album, quest'ultimo, che spazia fra melodia che ricordano i Clash. Chitarre acustiche miste a ritmiche distorte lasciano spazio a momenti di riflessione che aiutano ad entrare letteralmente in quello che la band vuole trasmettere. A farla da padrone sono però rabbia e disgusto nei confronti di una società che viene attaccata direttamente dalle liriche dei LINEA. Un album impreziosito dalla presenza di KENTO dei KALAFRO e RODDY MORENO degli Oppressed. Non manca la collaborazione con MAURO ZACCURI ex-cantante della band. Un album che, come detto, segue la linea del combat rock spaziando e viaggiando anche tra dub, new wave e ritmiche in levare. Un album che sa di vecchia scuola, di spazi sociali e tramonti di rivoluzione.

-Simo-

SKANKING CAOS - BURATTINI & BURATTINAI

Burattini & burattinai è l'ultimo lavoro dei Sardi Skanking caos. Un album semplice e diretto, un album che non ha la pretesa di essere suonato alla perfezione piuttosto richiede l'attenzione alle tematiche che la band affronta nel pieno stile antifascista e anti razzista a cui è legata. Le canzoni si seguono l'una dietro l'altra alternandosi fra strofe a ritmo in levare e ritornelli carichi di distorti. Rift di chitarra stile punkreas accompagnano liriche che fanno del resistere e della denuncia il loro pezzo forte. Rabbia dunque e protesta tra sprazzi di rock, ska e punk. Un album che seppur nato per "rompere le palle alla gente" riesce anche a smuovere l'entusiasmo con un ritmo martellante e incessante.

-Simo-

mercoledì 11 luglio 2012

LEX 180 - MAD IN ITALY


Eccoci alle prese con il secondo lavoro dei LEX 180, un album sicuramente piacevole che si ispira al recente passato della scena punk/rock nostrana.
Un album dal titolo simpatico che, a suo modo, si trova ad affrontare tematiche incastrate nella vita da "teenagers" di tutti i giorni.
Un album che si trova anche a denunciare i piccoli grandi soprusi e le piccole grandi ingiustizie di piccole grandi realtà di ragazzi semplici.
Chitarre alla Green day e batteria dritta danno ai LEX 180 un timbro di facile ascolto.
Su questa base, semplice ma diretta, trova spazio il rock di una voce melodica.
Un album, come dicevo, piacevole e di facile ascolto, senza grosse pretese se non quella di farci rivivere emozioni che, per lo meno per i più grandi, vanno man man svanendo.
 La cover dei Ramones "Beat on the brat" chiude l'album nel modo giusto. Vedremo per il futuro cosa ci riservano i 4 ragazzi di Senigallia!

-Simo-



domenica 1 luglio 2012

REDSKA - LA RIVOLTA

Redska, da dieci anni attivi nel panorama combat ska italiano e da qualche anno, protagonisti anche all’estero. La rivolta è il loro terzo album ,un album che li consacra a livello internazionale, un album che non lascia spazio allo ska spensierato che nel passato aveva lambito la storia della combo romagnola. Un album che sputa in faccia a chi lo ascolta verità più o meno scomode con un linguaggio semplice e diretto. Davvero un album sostanzioso e corposo, carico di rabbia, con un impatto decisamente nuovo che percorre ogni traccia del disco. Un album di denuncia che affronta tematiche quali omosessualità, precariato e antifascismo militante. I redska riescono, come una spugna, ad impregnarsi delle sonorità che hanno incontrato in questi anni di live in giro per l’europa. Una concezione di musica completamente votata alla rivolta e alla rivoluzione. Si respira l’aria dei grandi festival e dei centri sociali del nord della germania, si respira aria di sound system nei pezzi (magistralmente dosati) che il collettivo riserva al reggae e allo ska. Giri di fiati sempre sul pezzo, facili e orecchiabili al primo ascolto, colorano un sottofondo ricco di basse e chitarre distorte, un’energia supportata da una buona sezione ritmica e da una voce poco cantata e molto urlata. Da segnalare le collaborazioni che i Redksa sono soliti regalarci. Nel disco sono presenti Valerio degli Offenders, Kino degli Arpioni, Rude Hi-Fi e, ad interpretare una fantastica cover dei Clash, Micky dei No Relax. Un album che farà impazzire gli amanti del genere, ricco di spunti e carico di sentimento antifascista.

-Simo-

sabato 23 giugno 2012

ABOUT EMILY - BISCOTTi

Saranno contenti gli amanti di quel punk rock che si mischia a miele fino confondere il vero significato di tale genere. Alcune belle idee quelle degli About Emily, ben suonate e con una registrazione davvero di tutto rispetto. Viene da pensare che se la band riuscisse ad ottenere lo stesso risultato anche live potremmo essere davanti ai nuovi Moravagine. Mi sento di dire che c'è quel pizzico di freschezza in più rispetto al sound di allora. Belle chitarre in primo piano, distorti alternati ad arpeggi che aiutano linee melodiche di voce che parlano, forse troppo, di sentimenti. un bel combo che , chi scrive, preferirebbe più ricco di cattiveria che riesca a far risaltare le buone idee musicali che risultano essere di ottima fattura.

-Simo-

GLI ULTIMI - STORIE DI UN POSTO QUALUNQUE

Un nome che vuole identificare la grinta con cui gli ultimi, o coloro che sono ritenuti tali, mettono in quello che fanno, un nome che rispecchia l'idea del punk che i 4 della provincia di Viterbo hanno accumulato questi anni. Un titolo accattivante che racchiude bene il significato delle tracce al suo interno. Storie di periferia, storie di gente qualunque, magari dimenticata ai margine ma che, nonostante tutto, è capace di urlare di storie di vita. Un punk/rock energico con un velo di malinconia delle liriche che rende l'album un album "di strada". Bouncig Souls e Social Distortion decisamente nel loro background ma anche tanto punk nostrano ne influenza le sonorità. Cantano in italiano e suonano con la grinta giusta. Dopo il loro primo disco (questi anni, 500 copie finitie in pochissimo tempo) GLI ULTIMI, si confermano una bella realtà.

-Simo-

CLAN BASTARDO - THIS IS CORE

Si legge spesso che la ruvidezza e la puzza di strada del punk siano ormai svaniti. Sembra quasi una moda affermarlo. Non è la prima volta che ripeto questo concetto perchè non è la prima volta che queste affermazioni vengono smentite da album come questo. This is core è un'esplosione di punk rock allo stato pure. Si parla di esperienze di strada, e la lingua che i Clan bastardo usano è quella che dice NOFX, THE CLASH e RANCID. Una voce roca che urla dall'inizio alla fine e che non ha paura di parlare di malinconia, di soho o delle radici della musica che i 4 suonano veramente bene. Rift in lontananza su chitarre "crunch" che ritmano ogni strofa per esplodere in ritornelli facili da ascoltare. Ottimo lavoro.

-Simo-

domenica 27 maggio 2012

FUORI TEMPO LIMITE - (EP)

Punk/rock? Eccolo. Divertimento, voce graffiata, chitarre distorte ritornelli melodici e parole di vita vissuta.
Basterebbe questo per spiegare il lavoro dei Fuori tempo limite.
Davvero un bel sound, pezzi semplici ma suonati con la giusta carica e una grinta che rende le parti più rock non troppo sdolcinate.
Dimostrazione che la semplicità di un cd può essere l'arma vincente per arrivare a toccare le corde giuste delle emozioni, peccato sia un EP.
Davvero un peccato. Mi aspetto dai ragazzi un LP altrettanto all'altezza che dimostri che la band sia degna di attenzione anche alla prova della lunga distanza.
I primi 5 pezzi mi lasciano davvero ben impressionato e con la voglia di rispolvera band come Crummy Stuff, Retarded e Rappresaglia. Per i punkers più vecchi...sto esagerando? Vedremo in futuro. Consigliatissimi.
- Simo -

sabato 19 maggio 2012

FUNKOWL - FUNKOWL

Ed eccoci qua coi veneti Funkwol, un combo di 5 musicisti davvero validi che dal 2009 porta avanti questo progetto dalle sonorità tipicamente Funk contaminate oltre modo da diversi generi, quali blues e rock.
L’ascolto del primo full-lenght della band (che altro non è che la raccolte dei due EP precedenti) risulta davvero piacevole e scorrevole. Dicevamo di un funk davvero divertente e trascinante dalle tinte che sanno di “Spin Doctor” e primi “Red Hot Chili Peppers”. Gli accenni Sul Cry baby danno un tocco Anni ’70 sulle parti pulite fino a ricordare , a tratti, i grandissimi “Rage Against The Machine” quando il pedale viene schiacciato insieme al distorto. Pezzi davvero ben arrangiati e suonati, un tiro da esaltare con registrazioni che diano giustizia al buon sound di base della band. La cosa che colpisce è anche l’utilizzo della doppia voce, davvero interessante e capace di dare colori diversi ai brani. Una bella band che racconta di quello che accade intorno, una bella band che aspettiamo con brani nuovi e perché no? Un azzardo in più viste le capacità credo ce lo si possa aspettare.
-Simo-

sabato 5 maggio 2012

STRAWDAZE - SENZA ROTTA


Primo Ep autoprodotto per gli Strawdaze. Dalla provincia di Mantova un Punk a tinte folk che è capace di usare il tipico linguaggio di entrambi i generi. Musica semplice, ricca di distorti e pause arricchite da rift di banjo e flauto che rimandano alla più antica tradizione del folk. 
L’influenza di gruppi come Flogging Molly è notevole anche se, per lo meno in questo primo EP, la natura punk esce in maniera molto più decisa.
Un Ep, nella sua semplicità, suonato bene, liriche che funzionano senz’altro di più suoi pezzi distorti, da rivedere invece quando la voce decide di buttarsi su qualcosa di più melodico. Con un pizzico di grinta in più e qualche sing along ben messo anche gli Strawdaze potrebbero dire la loro.

-Simo-